TULPA. SALVATION PROTOCOL
Fondazione Spazio Vitale
Via San Vitale 5 – Verona
Opening: sabato 24 gennaio, ore 18.00. Live elettronico a seguire, ore 19.00.
Dal 24 gennaio al 21 febbraio 2026
La mostra è visitabile da mercoledì a sabato dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.
A cura di Anastasia Pestinova
Irene Mathilda Alaimo (Roma, 2000) è un’artista visiva che vive e lavora tra Roma e Venezia. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Urbino, è attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Arti Visive presso IUAV (Venezia). La sua pratica indaga la trasformazione dei sistemi di credenze e degli apparati paraconcettuali sotto l’influenza e la mediazione dei dispositivi tecnologici contemporanei. Attraverso un approccio multidisciplinare e antropologico, legato alle immagini in movimento e al materiale d’archivio, analizza l’emergere di nuove ritualità, iconografie e posture contemporanee, strettamente connesse alle ansie, ai desideri e ai bisogni del paesaggio attuale.
Luca Campestri (Firenze, 1999) è un artista italo-tedesco che vive a Bologna. La sua ricerca abbraccia i media della fotografia, del video e delle installazioni sonore, concentrandosi sul concetto di spettro come essere parziale: ciò che non è più o non è ancora, ma i cui effetti continuano a persistere o precedono l’attuazione. Nell’immaginario notturno delle sue opere, i frammenti di un microcosmo animale e vegetale riecheggiano e amplificano un senso di perdita e dislocazione. La sua ricerca esplora i limiti del mezzo utilizzando immagini prodotte con fototrappole a infrarossi, stampe su tessuti e metalli con qualità specifiche come materiali retroriflettenti o termoreattivi. Mostre recenti includono “Day and Night” (2025) a Palazzo Monti, “Shelters” (2025) e “A Breadcrumb Trail” (2024) con Capsule Shanghai. Luca Campestri è stato parte dei programmi di residenze di
Palazzo Monti e Alchemilla.
Giacomo Erba (Milano, 2001) è un artista il cui lavoro esplora il confine sfumato tra l’estetica documentaristica e la narrativa speculativa. Attraverso video, installazioni scultoree e “prove” visive, ricostruisce narrazioni fittizie radicate in teorie pseudoscientifiche e media perduti. Lavorando con elementi quali tecnologie di tracciamento del movimento, filmati basati su simulazioni e materiali trovati e alterati, Erba crea ambienti che ricordano rapporti di sorveglianza o indagini paranormali, senza mai confermare cosa si stia osservando esattamente. Il suo percorso include la pubblicazione di un libro d’artista Rizoma realizzato da Chippendale Studio (2022), la partecipazione al The Phair – Photo Art Fair di Torino (2023), mostre personali e riconoscimenti in contesti come StayOnBoard Art Gallery, Zenato Academy e The Others Art Fair.
Gabriele Longega (Venezia, 1986) è un artista visivo e curatore che vive e lavora a Venezia, dove co-gestisce lo studio auto-organizzato zolforosso e co-cura terzospazio. Nel 2020, dopo la laurea in Arti Visive e Studi Curatoriali a NABA (Milano, 2018), è stato parte di School of the Damned (UK). Nel 2023 ha conseguito il Master in Management delle comunicazioni e politiche culturali a IUAV, Venezia, e da novembre 2022 sta curando il progetto Camminare nel fango senza lasciare tracce, ricerca e pratiche di lettura collettiva su diavolo, corpo e rivoluzione a partire dai testi di Luciano Parinetto. Recentemente il suo lavoro è stato esposto, o intercettato, da: Spazio Punch (Venezia), Traffic Gallery (Bergamo), Palazzo Lucarini / D3cam3ron3 (Trevi-Roma), Adiacenze (Bologna), In-edita (Venezia), Campo23 (Torino), Porto Simpatica (Roma), Uva Programme (Nizza Monferrato), Solo Show (online), aarduork (Venezia) e Project Arts Center (Dublino). Il lavoro di Longega si inserisce in un dibattito contemporaneo che interroga desiderio, ecologia, stregoneria e la costituzione di mondi altri.
Beatrice Mika Sakaki (1999, Firenze) è un’artista italo-giapponese con base a Venezia e Firenze. Ha conseguito una laurea triennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e sta completando un master in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia. È stata artista residente negli Atelier dei Musei Civici di Venezia (Emeroteca dell’Arte) – Fondazione Bevilacqua La Masa per il programma 2024–2025, a cura di Antonio Grulli, ed è stata selezionata per New Generations 2025, un progetto di Almanac, Cripta747 e Mucho Mas!, a Torino. Vincitrice del bando Nuovo Grand Tour 2025-2026 per la residenza alla Cité Internationale des Arts a Parigi. La sua ricerca artistica prende atto di uno stato intermedio tra ciò che resta, ciò che è assente e ciò che è stato. Una frizione tra sospensione, disfunzione e latenza, dove il confine tra virtuale e reale si dissolve. Strutture aperte e instabili, attraversate da tensioni irrisolte, diventano i dispositivi attivi del suo lavoro.
Anastasia Pestinova (1997, Mosca) è ricercatrice, curatrice e sound artist con base in Italia. È corrispondente di Juliet Art Magazine e ha collaborato con ATP Diary e Roots & Routes; è stata speaker a una conferenza ASEEES a Boston (USA). La sua pratica si colloca all’intersezione tra metafisiche anti-essenzialiste, media e sound studies, con un focus sull’ontologia del rumore come processo virale e parassitario e sul medium come
apparato tecno-religioso.