Friend of a castle

Fondazione Spazio Vitale

Via San Vitale 5 – Verona

Opening: sabato 13 giugno, ore 18.30

Dal 13 giugno al 4 luglio 2026

La mostra è visitabile da mercoledì a sabato dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

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Mostra personale di Eugenio Toscano
A cura di Giulia Moscheni

Dal 13 giugno al 4 luglio 2026, Fondazione Spazio Vitale presenta Friend of a castle, la prima mostra personale di Eugenio Toscano (Firenze, 1998), a cura di Giulia Moscheni.

Il progetto nasce dalla necessità di instaurare una condizione di convivenza tra l’artista e lo spazio espositivo: durante il periodo di progettazione e allestimento, Toscano ha infatti vissuto gli ambienti di Fondazione Spazio Vitale, lavorando all’interno dello spazio e convertendo il piano seminterrato in un laboratorio operativo e in luogo di attivazione dell’intera mostra. Il titolo Friend of a castle allude così non soltanto a una presenza fisica che si muove attorno a una struttura, ma anche alla possibilità di instaurare con essa una relazione progressiva di familiarità e prossimità.

In mostra, questa riflessione prende forma attraverso una serie di strutture e dispositivi che si collocano tra strumento tecnico, estensione sensoriale e apparato di protezione. Pur presentandosi in uno stato di inattività, le opere evocano armature, sistemi di orientamento e apparati di ricezione, lasciando intuire la possibilità di entrare in relazione con segnali normalmente invisibili o impercettibili. Ciò che emerge non è tanto la loro funzione, quanto la struttura che la rende possibile: un insieme di elementi che suggerisce una condizione di ascolto e ricezione continua, da cui è possibile sottrarsi soltanto attraverso un’interruzione volontaria e consapevole o mediante lo smontaggio della struttura stessa. 

Il castello attraversa l’intero progetto come immagine narrativa e simbolica: luogo di protezione e isolamento, ma anche spazio opaco e difficilmente accessibile, attorno a cui si continua a gravitare senza raggiungerne mai completamente il centro. A partire da questa figura, la mostra sviluppa il proprio nucleo tematico attorno al concetto di struttura, intesa come archetipo attraverso cui il soggetto si orienta nell’ambiente, media il proprio rapporto con l’esterno, riceve input e ne costruisce possibili modalità di interpretazione. 

In questo quadro si inserisce Stranfiero (2024 – in corso), progetto performativo centrale nella ricerca dell’artista e che viene presentato in una nuova attivazione sviluppata appositamente per Fondazione Spazio Vitale. Agendo come estensione del corpo, la performance trasforma il soggetto in un punto di ricezione e trasmissione sensibile rispetto allo spazio circostante. Attraverso una struttura indossabile composta da microfoni, altoparlanti e componenti elettronici, i movimenti di Toscano generano feedback acustici e interferenze sonore che modificano continuamente la propagazione del suono e la percezione dell’ambiente. L’acustica non rappresenta quindi soltanto un esito della performance, ma diventa uno strumento percettivo attraverso cui il corpo si orienta e costruisce una relazione con ciò che lo circonda. Come l’intero progetto espositivo, anche Stranfiero si configura come un dispositivo aperto, la cui forma e i cui risultati mutano in relazione allo spazio e alle condizioni della sua attivazione.

Alla base della ricerca di Toscano vi è l’interesse per i processi attraverso cui entriamo in relazione con oggetti, dispositivi e sistemi. Comprenderne il funzionamento significa interrogarsi su come siano costruiti, sulle dinamiche che producono e sul modo in cui influenzano le nostre azioni. In questa prospettiva, l’elemento tecnologico diventa uno strumento attraverso cui osservare il funzionamento interno delle strutture con cui conviviamo quotidianamente e, allo stesso tempo, un mezzo per riflettere sulle dinamiche che regolano il rapporto con sé stessi e con gli altri.

Friend of a castle propone così una riflessione sulle modalità con cui entriamo in contatto con ciò che ci circonda e sugli strumenti che utilizziamo per interpretarlo. Il castello evocato dal titolo non appare allora come un luogo da conquistare o raggiungere, ma come una presenza con cui costruire una relazione: una struttura che protegge e allo stesso tempo espone, che rimane parzialmente sconosciuta ma continua a generare possibilità di avvicinamento. 

Eugenio Toscano (Firenze, 1998) ha conseguito la laurea triennale in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino; attualmente studia e lavora tra Bologna e Venezia. A metà strada tra l’installazione e la performance, la sua ricerca si concentra sulla dimensione sensoriale come mezzo per trasmettere i temi trattati. I dispositivi presentati non intendono fungere da interfacce di miglioramento, bensì da strumenti che amplificano e ridefiniscono il rapporto con lo spazio e con il dispositivo stesso. Offrendo un’alternativa ai modelli tradizionali di percezione. Spostando l’attenzione non più sulla sensorialità fisiologica quanto sulla possibile associazione ad un sesto senso, “vissuto”. La filosofia alla base della sua ricerca è una prospettiva dichiaratamente anti-transumana, cercando di utilizzare la questione del dispositivo come una possibilità distopica di assistenza psico-emotiva artificiale.